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cieli grigi
nuvole di tempesta
orizzonti sconosciuti
pensieri tra le nuvole

Momenti di relax

postato da TheCloud
alle ore 17:47
domenica, 30 aprile 2006

Questo week-end è una cosa meravigliosa: finalmente tranquillo! (E ci credo! Ho passato l'ultimo "esame difficile" della mia laurea!)
Ieri una bella giornata a Milano con Done: ho predo il dvd dei Within Temptation!!! Sono troppo grandi! E' stato veramente un bel pomeriggio...tra musica metal, mutande strafiche, acquazzoni e belle ragazze!
E poi anche la serata è stata proprio bella! Sono stato bene...alla Tana del Drago Fumante!!!

Oggi un po' di salti sul Dance Dance, una bella doccia e poi al lavoro per Vampiri...e stasera con Gace a lavorare sul notro prossimo concerto!
Sì, questo è un week-end fantastico!

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pensieri tra le nuvole


Buon compleanno blog!

postato da TheCloud
alle ore 13:08
mercoledì, 26 aprile 2006

Eh sì è passato un anno, tante cose sono cambiate...
E' così strano rileggere le frasi di un anno fa...ma ora non posso soffermarmi di più.
Il mio cuore è in confusione e nel vuoto di questa casa in cui sono costretto a preparare un esame che non voglio dare ho maturato fin troppe riflessioni e ho perso fin troppo tempo.

Ho preso una decisione importante, anche se non ho tempo per parlarne.

Ora, in questo momento, non voglio sprofondare nella tristezza.
Voglio lasciare un post felice in questo blog, che esiste da un anno (è cominciato con lei ma continua ad esistere) e ha raccolto quasi 5000 visite, così ecco qui un articolo che ho letto ieri sera e che mi ha quasi fatto venire le lacrime agli occhi per la felicità...

Pagina1
, Pagina2

Per tutto il resto poi ci sarà tempo...

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pensieri tra le nuvole


Dobbiamo tenere lontano il Mostro?

postato da TheCloud
alle ore 19:04
domenica, 23 aprile 2006

Guardami negli occhi, MOSTRO.
Attaccato alle spalle!
Evita gli specchi.
Tanto ti guardano le stelle, le stelle...

Sei arrivato fin qua
Con la faccia che fai!
A pagare la vita che non hai...

Non ti chiedo pietà
Sono un bimbo, chissà!
Sono nato così, dal dolore...dolore...

Mi fai male
Animale,
Questo è per te
L'AMORE
Che ti fa sentire grande e forte come un dio!
L'amore...
Allora guardami negli occhi!
MOSTRO attaccato alle spalle!
E dimmi cosa vedi.
Ma tanto tu non credi a niente...

Sono ancora vivo
Un corpo senza una croce!
Acqua sulle labbra
Per non lasciarmi morire...morire...

Io non chiedo pietà
Sono un bimbo, chissà
Finirà prima o poi questa vita...l'amore...

Io sto male
Animale,
Questo è per te
L'AMORE
Che con me puoi tutto
Vita o morte come un dio!
L'amore...
Allora guardami negli occhi
MOSTRO attaccato alle spalle!
E dimmi cosa vedi
Se assomiglio a tuo figlio.

Se il mio cuore
Potesse pensare si fermerebbe.

Se il mio cuore
Sapesse che fare ti ucciderebbe!

E allora guardami negli occhi
MOSTRO attaccato alle spalle!
E evita gli specchi
Tanto ti guardano le stelle
Le stelle...

Dolcenera - L'Amore (il Mostro)

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Letterina

postato da TheCloud
alle ore 11:43
domenica, 23 aprile 2006

Cara Mamy, Caro Papy,

Forse non avete ancora capito che se ci sono cose che non voglio dirvi non ve le dirò e mi sembra di essere già stato abbastanza chiaro in proposito, qualche mesetto fa.
Quindi, per favore, Mamy, non fare l'offesa dicendo "io sono la tua mamma, io devo sapere certe cose!", perchè è inutile: non te le dirò. E per favore, piantala di assumere quel tono da saputella di fronte a "parenti e amici" dicendo cose del tipo "ah, intanto io lo vedo che lei è sempre lì che ti ronza intorno, quindi..." perchè tu non vedi un bel niente. E piantala di incitare "parenti e amici" che poi, presi da un'esaltazione smisurata, si rivolgono a me dicendomi "la devi fare ingelosire! Ti spiego io come devi fare e vedrai che poi tornate insieme!!!". Non sai come stanno le cose e non mi servono consigli da tre soldi: non tornerò con Sara e non ti devo spiegazioni.
E tu, Papy, sei stato veramente carino questa mattina ad indagare con tono più o meno accusatorio dicendomi "eh, tu, ieri sera non avevi appuntamento con qualcuno?!"
Sì, avevo appuntamento con i miei amici a Milano e no, non dovevo andare da Giavazzi ieri sera. Nessuno mi aspettava da Giavazzi ieri sera. Io ero esattamente dove dovevo essere: non sono ancora così stronzo da tirare bidoni gratuiti come pensi che io abbia fatto.

E ora, se volete scusarmi, FATEVI I CAZZI VOSTRI.

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Frammenti di un sogno, di vacanze, di rientri, di un libro...

postato da TheCloud
alle ore 21:19
giovedì, 20 aprile 2006

Nel sogno Sara e Marta entravano dal cancelletto del mio palazzo (probabilmente era una domenica pomeriggio a giudicare dal sole e dai loro vestiti), mentre io sgattaiolavo sul retro per non essere visto, mentre aiutavo Giovanni Casanova a scaricare scatole, bagagli e borse della spesa dalla mia piccola panda, parcheggiata nel box che prima ospitava la rover. Avevamo appena finito le prove del coro e io mi sorpresi a pensare all'entusiasmo di Sara se le avessi detto che avevamo provato "Lilium" la sigla di Elfen Lied...Giovanni mi scosse dal mio fantasticare per passarmi dei grossi e sporchi scatoloni di plastica e una borsa della spesa con dei biscotti del mulino bianco..."abbracci", stranamente la scatola era già aperta, come se qualcuno avesse rubacchiato qualche biscotto spinto dalla gola.
Tornavamo all'ingresso quando, nel fare il breve tratto di strada, incontrai la mia compagna delle medie, Clara, (in compagnia di un'altra ragazza...anche se non ricordo chi fosse) che mi salutò e ne approfittò per rubacchiare un biscotto, facendone cadere almeno tre...
L'ingresso del palazzo era nel caos più totale, pieno di scatole e borse che prima erano nel baule della panda; Giovanni si allontanò, probabilmente per assicurarsi che non fosse rimasto altro in macchina, lasciandomi solo nell'atrio. Nel guardarmi intorno realizzai che i miei vestiti erano sporchi e fradici, così presi dei vestiti puliti da una borsa e iniziai a spogliarmi...
Mi infilavo i pantaloni (dei pantaloni grigi da ginnastica che solitamente uso in casa) quando sentii l'ascensore accendersi, qualcuno stava scendendo, così deciso ad affrettarmi impigliai il piede ottenendo l'effetto contrario: quando l'ascensore arrivò al piano terra ero ancora quasi completamente nudo. Marta e Sara scesero dall'ascensore, appena le vidi mi affrettai a coprirmi come meglio potevo intimando "non state lì a guardarmi andate via!", Marta corse via ridendo e dicendo ad alta voce "va bene, va bene, va bene!" mentre io e Sara ci guardamo in faccia scoppiando a ridere...
Lei aveva ancora i capelli lunghi fino alle spalle, tinti di rosso, come li portava un anno fa e...
...il sorriso più bello del mondo...

Così è iniziata la mia mattinata, sotto le coperte, ripensando a un sogno assurdo in cui però ogni elemento aveva la sua logica, seppure un po' contorta: ieri pomeriggio, quando ho dato uno sguardo intorno a me dopo essere tornato a casa, il cortile del mio palazzo appariva proprio come nel sogno e io arrivavo parcheggiando la panda davanti al box, consapevole che all'interno non ci fosse altro che un paio di biciclette. Già, mia mamma rimarrà dai nonni per almeno un'altra settimana e il box rimmarà vuoto in attesa della seat leon (sì la nuova macchina che a neanche una settimana di vita è già stata tamponata da una OPEL CORSA...DI NUOVO una OPEL CORSA mi è venuta addosso, sto iniziando ad ODIARE le OPEL CORSA...) ieri sono arrivato alle 19.30 dopo un bel viaggio in treno, stanco ma contento di essere di nuovo a casa.
Poi i biscotti, mio papà aveva delle borse della spesa sulla panda, e in una spuntava una scatola di "abbracci", sì i biscotti li ho presi da lì!
Nel sogno c'era anche Giovanni Casanova, ma la cosa non deve affatto stuprimi, ieri dopo cena c'erano le prove del coro e, nonostante il viaggio, non me la sentivo di mancare...anche se non abbiamo affatto cantato "Lilium"...ma probabilmente quell'idea mi è venuta guardando il programma per la prossima prova: parlando con gli altri ragazzi del coro ho scoperto che per mercoledì prossimo c'è in programma il "Kyrie"...e l'unico kyrie che io abbia mai sentito è "Lilium", la sigla di Elfen Lied.
mmm cosa ci facesse Clara e la sua fantomatica amica nel mio sogno lo ignoro completamente... Marta era sicuramente lì perchè avevo una voglia matta di leggere il suo blog...

Sara...
Beh Sara era lì, nel mio sogno, perchè ho pensato a lei, moltissimo, in questi giorni di vacanza, non che ci fosse molto altro da fare a casa dei miei nonni! Mi sono dato da fare, ho studiato un po', ho fatto parecchio shopping, ho letto un bel thriller e ne ho iniziato un altro...ho guardato la televisione con la mia mamma...ho fatto visita a delle nostre amiche di famiglia...
Ma quando si spegnevano le luci...

L'ultima volta che dormii lì, prima di queste vacanze di Pasqua, fu a Natale...
Pensai alle grida provenienti dalla camera dall'altra parte della casa, al nonno e al suo lamentoso trascinarsi, alla nonna e alla sua crescente insofferenza verso il mondo e verso la famiglia con cui vive... Ogni volta che Sara mi chiedeva se poteva venire con me per le vacanze le rispondevo picche...avevo un motivo valido per farlo (più di uno a dirla tutta), ma forse...
No, avrei soltanto rimandato l'inevitabile.
E comunque non posso certo tornare indietro nel tempo, no?!

Soffochiamo questi pensieri, è arrivata la primavera, io mi infilo le cuffie giusto per ascoltare "Twisted Transistor" dei Korn (quella canzone è fantastica, mi proietta in una sorta di immaginaria e macabra discoteca popolata da vampiri e ombre nere "Because the music do and then it's reaching inside you...") prima di scambiare qualche parola con Paola, Marco si è tagliato i capelli (finalmente!), avevo proprio voglia di vederlo... Vania era agitata per l'esame di Fis Mat (lo stesso che sto preparando con VERAMENTE SCARSO impegno e che dovrò affrontare, in un modo o nell'altro, settimana prossima), Elisa era preoccupata e giù di morale per i compitini, Sara deve essere al settimo cielo (le sono sempre piaciuti gli uomini con un po' di barba), una riunione straordinaria con i Lifestream, un appuntamento con il mio blog...

Ah, quasi me ne scordavo!
Mi ero ripromesso di trascrivere qui qualcosa del libro che ho appena finito!
"Pioggia Nera" un thriller di Dennis Lehane, lo stesso autore di "Mystic River" (sebbene io non abbia nè letto quel libro nè visto l'omonimo film di Clint Eastwood): devo dire che mi ha sorpreso, soprattutto all'inizio, questo libro non sembrava la classica storiella, ma si soffermava a dipingere un ventaglio di personaggi, tutti caratterizzati, seppur in modi diversi, da una profonda tristezza. Poi il tono del libro cambia per assumere i tratti più classici del thriller con il classico cattivo e il gruppo di eroi (Pat, l'investigatore protagonista e la -sua- bella Angie e il grande amico Bubba, pieno di risorse).
Tutto sommato davvero non male...soprattutto per alcune parti che mi hanno veramente colpito.

Mi chiedo perchè il titolo originale "Prayers for Rain" sia stato tradotto con "Pioggia Nera"...

Trascrivo qui alcune parti...o finirò per dimenticarmele presto!

"L'idea che ci facciamo su uno sconosciuto la prima volta che lo incontriamo è spesso quella giusta. Per esempio, puoi tranquillamente affermare che il tizio seduto accanto a te al bar sia un meccanico, dal momento che indossa una camicia azzurra, ha le unghie incrostate di sporco e puzza d'olio di motore. Trarre ulteriori conclusioni può essere fuorviante, eppure è una cosa che facciamo tutti i giorni. Il nostro meccanico, immagineremo probabilmente, beve Budweiser, segue le partite di football, ama i film in cui salta tutto per aria, vive in un appartamento che puzza come i suoi vestiti.
Spesso le nostre previsioni sono corrette.
Ma troppo spesso non lo sono."

"<<Giusto, è quello che ho detto: principi e concetti fondamentali, sa, piccoli, modi di dire, ideali e filosofie a cui ci attacchiamo per arrivare a fine giornata. Karen non ne aveva neanche uno. Aveva solo David. Lui era la sua vita.>>
<<Così, quando ha avuto l'incidente...>>
Annuì. <<Ehi, non mi fraintenda. Capisco quanto sia stato traumatico per lei.>> Il sudore sulla schiena faceva brillare la sua pelle nella luce del sole pomeridiano. <<Sono stata molto comprensiva. Ho pianto per lei. Ma dopo un mese, cioè... la vita continua.>>
<<E questo sarebbe uno dei suoi principi?>>
Si girò verso di me per vedere se la stessi prendendo per il culo. Mantenni uno sguardo serafico e comprensivo.
Annuì. <<Ma Karen, continuava a dormire dalla mattina alla sera, se ne andava in giro con i vestiti del giorno prima. Qualche volta puzzava. Lei, bè... si era lasciata andare, sa? Ed è stato triste, mi ha spezzato il cuore, ma ancora una volta, ti devi riprendere.>>
Principio numero due, immaginai.
<<Ho anche cercato di rimetterla in pista, okay?>>
<<Con i ragazzi?>> domandai.
<<Già>> Rise. <<Voglio dire, okay, David era fantastico. Ma David è un vegetale. Voglio dire, prontooo?, bussa fin che vuoi, ma non c'è più nessuno in casa. Ci sono altri pesci nel mare. Qui non si tratta di Romeo e Giulietta. La vita è una cosa reale. La vita è dura. Così, le faccio, "Karen, devi uscire di qui e vedere qualche ragazzo". Una bella scopata forse le avrebbe, non so, schiarito le idee.>>
Si girò a guardarmi mentre premeva diverse volte un tasto sulla console del tapis roulant. Il nastro di gomma sotto i suoi piedi rallentò gradualmente raggiungendo l'andatura di un girello per anziani. Il suo passo si fece più lungo, più lento e più sciolto.
<<Avevo torto?>> domandò rivolta alla finestra.
Lasciai che la domanda rimanesse inascoltata. <<Quindi, Karen era depressa e dormiva tutto il giorno. Al lavoro ci andava?>>
<<E' per questo che l'hanno licenziata. Ha saltato troppi turni. Qnado andava, sembrava stravolta, se capisce quello che dico... capelli in disordine, niente trucco, calze smagliate.>>
<<Peggio di Morticia Addams>> osservai.
<<Senta, io gliel'ho detto, sì, proprio così.>>
Il tapis roulant ralletò fino a spegnersi del tutto e Dara Goldklang scese dalla pedana, si passò un asciugamano sul viso e sul collo e bevve un po' d'acqua da una bottiglia di plastica. Abbassò la bottiglia, le labbra ancora increspate, e mi fissò negli occhi.
Forse stava cercando di passare sopre ai miei vestiti e alla macchina che credeva che guidassi. Forse stava cercando un po' di emozioni forti, un'occasione per schiarirsi la mente con il metodo che le era più consono.
<<Così ha perso il lavoro e i soldi un po' alla volta sono finiti>> dissi.
Piegò indietro la testa e aprì la bocca, versandovi un po' d'acqua senza quasi sfiorare la bottiglia. Deglutì un paio di volte, poi abbassò il mento, sfiorandosi le labbra con un angolo dell'asciugamano.
<<Li aveva già finiti prima. C'era qualcosa che non andava nell'assicurazione di David.>>
<<In che senso?>>
Scrollò le spalle. <<Karen stava cercando di pagare una parte delle spese ospedaliere. Erano pazzesche. L'hanno prosciugata. E io ho detto, sa, un paio di mesi senza pagare l'affitto vanno bene. Non sono contenta, ma capisco. Ma il terzo mese, le ho detto, sa, che doveva andarsene se non ce la faceva. Voglio dire, eravamo amiche e tutto quanto, buone amiche, ma è la vita.>>
<<La vita>> ripetei. <<Certo.>>
Annuì, spalancando gli occhi. <<E' così che va la vita, giusto? Voglio dire, è un treno. Continua a muoversi e tu devi corrergli davanti, okay. Ti fermi troppo a lungo a prendere fiato? Ti passa sopra. Così, presto o tardi, devi smetterla di essere altruista e cercare il meglio.>>
<<Bel principio>> dissi.
Sorrise. Si avvicinò all'orribile puff e allungò una mano verso di me. <<Vuole che l'aiuti a tirarsi su?>>
<<No, è tutto okay, non è così scomodo.>>
Rise e si passò la lingua sul labbro inferiore, come Jordan quando fa un tiro in sospensione.
<<Non stavo parlando del puff.>>
Mi alzai e lei fece un passo indietro. <<Lo so, Dara.>>
Si mise una mano sul fianco e bevve un altro sorso d'acqua. <<E il problema,>> chiese cantilenando <<quale sarebbe esattamente, eh?>>
<<Ho anch'io i miei principi>> risposi avviandomi verso la porta.
<<Riguardo agli sconosciuti?>>
<<Riguardo agli esseri umani>> dissi e uscii."

"Siobhan mi guardò negli occhi a lungo, il fumo della sigaretta che saliva in mezzo a noi. Era così indifferente, così tristemente rassegnata che mi domandai se tra una risata e l'altra passasero mesi o anni.
<<Che cosa sta cercando di scoprire, allora, signor Kenzie?>>
<<Il perchè della sua morte>> risposi.
<<E' morta perchè è nata in una fottuta famiglia dell'orrore. E' morta perchè David è finito in ospedale. E' morta perchè non è riuscita a sopportarlo.>>
Le sorrisi debolmente. <<E' quello che continuano a dirmi tutti.>>
<<Allora perchè, se posso chiederglielo, non le basta per convincersi?>>
<<Potrebbe bastare, alla fine.>> Scrollai le spalle. <<Sto solo giocando tutte le carte a mia disposizione, Siobhan. Sto solo cercando di trovare una cosa concreta che mi faccia dire: "D'accordo. Adesso ho capito. Forse avrei fatto anch'io la stessa cosa se mi fossi trovato nelle sue condizioni".>>"

"Si voltò, piegò un ginocchio contro il petto, ci appoggiò sopra il mento e mi fissò.
<<Che cosa c'è?>>
<<Niente, ti sto solo guardando.>>
<<Vedi qualcosa di tuo gradimento?>>
Girò la testa verso la chiesa, come per dire che il programa della giornata non prevedeva tentativi di flirt.
Tirai un calcio alla base in pietra dello stagno e cercai di non confidarle quello che avevo provato nei mesi precedenti. Alla fine, però, cedetti.
<<Angie,>> dissi <<sta iniziando a esaurirmi.>>
Mi lanciò un'occhiata confusa. <<Karen Nichols?>>
<<Tutto quanto. Il lavoro non è...>>
<<...più divertente?>> Mi fece un sorrisetto.
Le sorrisi di rimando. <<Già, proprio così.>>
Abbassò gli occhi. <<Chi ha detto che la vita deve essere divertente?>>
<<Chi ha detto il contrario?>>
Un altro sorriso le increspò le labbra. <<Già, non hai tutti i torti. Stai pensando di mollare?>>
Scrollai le spalle. Ero ancora relativamente giovane, ma non sarebbe stato sempre così.
<<Sei stufo di farti rompere le ossa?>>
<<Sono stufo della gente>> risposi.
Abbassò il ginocchio e lasciò ricadere le dita nell'acqua. <<Che cosa farai?>>
Mi alzai e mi stirai la schiena, cercando di sciogliere i crampi e i dolori che erano rimasti da quella mattina a casa di Cody Falk. <<Non lo so. Sono solo molto... stanco.>>
<<E Karen Nichols?>>
Mi voltai a guardarla. Seduta sul bordo dello stagno trasparente, la pelle ambrata e gli occhi scuri grandi e più intelligenti che mai... ogni minimo dettaglio mi spezzava il cuore.
<<Voglio prendere le sue difese>> dissi. <<Voglio dimostrare a qualcuno, forse alla stessa persona che l'ha distrutta, forse a me stesso, quanto valesse la sua vita. Ti sembra che abbia un senso?>>
Alzò la testa verso di me e mi guardò, il suo viso dolce e sereno. <<Sì. Sì, ce l'ha, Patrick.>> Scrollò la mano per asciugarla e si alzò in piedi accanto a me. <<Ti propongo un affare.>>
<<Spara.>>
<<Se riesci a dimostrare che l'incidente di David Wetterau merita di essere riconsiderato, ti do una mano. Gratis.>>
<<E con la Sallis & Salk?>>
Sospirò. <<Non so. Comincio a essere stufa di tutti quei casi di merda che mi assegnano. E'... Comunque, senti, non è che mi ammazzi di lavoro. Posso aiutarti, se necessario chiederò un giorno di ferie oggi uno domani e magari sarà...>>
<<Divertente?>>
Sorrise. <<Già.>>
<<Allora, dimostro che l'incidente di Wetterau è sospetto e tu ti unisci al caso. E' questo l'accordo?>>
<<Non mi unisco al caso. Ti aiuto ogni tanto, quando posso.>> Si alzò.
<<Ci sto.>>
Le porsi la mano. La strinse. Il contatto del suo palmo contro il mio mi spezzò il cuore. Avevo troppo bisogno di lei. Se me lo avesse chiesto, mi sarei sciolt lì sul posto.
Ritirò la mano e se la mise in tasca come se stesse bruciando.
<<Io...>>
Fece un passo indietro allontanandosi da ciò che aveva letto sul mio volto. <<Non dirlo.>>
Scrollai le spalle. <<D'accordo. Lo penso davvero, comunque.>>
<<Shh.>> Mise un dito sulle labbra e sorrise, ma gli occhi erano lucidi. <<Shh>> ripetè."

"Tenne la testa piegata all'indietro e continuò a sospingere la sedia a rotelle come se conoscesse ogni centimetro quadrato di quell'immondezzaio. <<Ti fanno viaggiare con la testa. Voglio dire, sto vedendo un bel film... e non mi dimentico che non ho le gambe. Ce le ho le gambe. Sono quelle di Mitchum, perchè divento Mitchum, e sono mie le mani che accarezzano le braccia nude di Jane Greer. I bei film, amico, ti fanno rinascere. E per un po' hai un altro futuro davanti a te.>>
<<Per due ore>> dissi.
<<Già.>> Ridacchiò ancora, ma si fece più assorto. <<Già>> ripetè, a voce più bassa e sentii il pesante fardello della sua vita sovrastarci per un attimo... il motel in rovina, gli alberi avvizziti, il fantasma delle gambe e i criceti che si arrampicavano sulle ruote, quittendo come matti.
<<Non è stato un incidente in moto>> disse, come se stesse rispondendo a una domanda che riteneva ovvia.
<<La maggior parte delle persone mi guarda e pensa che sia volato dall'Harvey in curva.>> Si voltò verso di me e scosse la testa. <<Ero a chiavarmi una in questo posto, quando aveva ancora il vecchio nome. Mi sto chiavando una donna che non è mia moglie, Holly ci sorprende, mi copre di insulti, mi tira addosso la vera e scappa via. La inseguo. Allora non c'era ancora la catena intorno alla piscina, ma era comunque senz'acqua. Sono scivolato e ci sono caduto dentro. Dalla parte più alta.>> Scrollò le spalle. <<Mi sono spaccato in due.>> Fece un gesto con le braccia, indicando lo spazio intorno a sè. <<Ecco che cosa ho ottenuto dal tribunale.>>
Si fermò davanti al garage e aprì il lucchetto che teneva chiusa la porta. Una volta quell'edificio sgangherato doveva essere stato rosso, ma il sole e l'incuria l'avevano trasformato in un color salmone ed era talmente inclinato a sinistra che sembrava potesse crollare da un momento all'altro e mettersi a dormire.
Mi domandai come una spina dorsale rotta avesse potuto portare all'amputazione della parte inferiore di entrambe le gambe, ma decisi che Warren me lo avrebbe detto se ne avesse avuto voglia, oppure mi avrebbe lasciato nel dubbio.
<<La cosa buffa>> disse <<è che adesso Holly mi ama più di prima. Forse perchè non posso più andare in giro a cazzeggiare, giusto?>>
<<Forse>> risposi.
Sorrise. <<Una volta lo pensavo anch'io. Ma sa perchè? Sa qual è il vero motivo?>>
<<No.>>
<<Holly è una di quelle persone che dà il meglio di sè solo quando qualcuno ha bisogno di lei. Come con quei criceti. Quei bastardelli morirebbero se lei non li accudisse.>> Alzò la testa verso di me, poi annuì e io lo seguii dentro il garage.
[...]
<<Ho visto la foto di Karen sul giornale e ci ho messo un paio di minuti, ma poi ci sono arrivato. Sembrava molto diversa, ma era sempre lei.>>
<<Com'era?>>
<<Triste. La persona più triste che abbia conosciuto da tanto, tanto tempo. Triste da morire. Non bevo più, ma ho passato alcune notti con lei mentre ci dava dentro. E presto o tardi veniva il momento in cui ci provava. Una delle volte in cui le dissi di no, divenne cattiva, iniziò a insinuare che la mia attrezzatura non funzionava. Le dissi: "Karen, ho perso un sacco di cose nell'incidente, ma quella no". Diavolo, ho ancora diciotto anni in questo senso; il soldato si mette all'erta, quando si leva il vento. Comunque, le dissi: "Senti, senza offesa, ma amo mia moglie". Lei si mise a ridere e ribattè: "Nessuno ama nessuno. Nessuno ama nessuno". E le dirò una cosa, amico, ne era convinta.>>
<<Nessuno ama nessuno>> ripetei.
<<Nessuno ama nessuno.>> Annuì.
[...]
Sospinse la sedia a rotelle in mezzo al campo inaridito e io lo seguii. Il sole stava tramontando e l'umidità era aumentata. Invece di puntare verso la rampa sul retro della reception, mi portò a un tavolino da picnic la cui superficie era ricoperta di minute schegge di legno che spuntavano come peli. Warren ci si fermò accanto e io mi sedetti sopra, sicuro che i jeans mi avrebbero protetto dalle schegge.
Non mi guardò. Tenne la testa bass, gli ochhi fissi sui frammenti di legno caduti per terra.
<<Una volta ho ceduto>> disse.
<<Ceduto?>>
<<A Karen. Continuava a parlare di oscure divinità e di brutti trip, di posti in cui avrebbe potuto portarmi e...>> Si girò verso la reception alle nostre spalle e la silhouette della moglie si stagliò contro una tenda. <<Io non... cioè, che cosa spinge un uomo che ha già la migliore donna che il mondo possa offrirgli a...?>>
<<A fare cazzate?>>
Incrociò il mio sguardo e i suoi occhi si rimpicciolirono, oppressi dalla vergogna. <<Già.>>
<<Non lo so>> dissi gentilmente. <<Me lo dica lei.>>
Tamburellò con le dita sul bracciolo della sedia, guardò la distesa di alberi spezzati e terra brulla alle mie spalle. <<Sono le tenebre, sa? La possibilità di essere risucchiati e sparirvi dentro, voglio dire, gran brutti posti in cui si rischia di finire proprio mentre si attraversa un momento bello della vita. A volte non vuoi stare sopra una donna che ti guarda con tutto quell'amore negli occhi. Vuoi stare sopra un donna che ti guarda in faccia e sa chi sei. Che riconosce la cattiveria che c'è dentro di te, il marcio.>> Mi guardò. <<E le piace quello che vede. Perchè è questo che vuole.>>
<<Così, lei e Karen...>>
<<Abbiamo scopato tutta la notte amico. Come animali. Ed è stato bello. Era pazza. Non aveva nessuna inibizione.>>
<<E dopo?>>
Distolse nuovamente lo sguardo, inspirò profondamente ed espirò lentamente. <<Dopo ha detto: "Visto?">>
<<Visto?>>
Annuì. <<Visto? Nessuno ama nessuno.>>
Rimanemmo lì fuori vicino al tavolino da picnic per un po' , in silenzio. Le cicale frinivano sulle cime rade degli alberi e i procioni raspavano tra i rovi sull'estremità più lontana della radura. Il garage sembrò inclinarsi di un altro centimentro e da quella desolazione campestre giunse il mormorio della voce di Karen Nichols.
Visto? Nessuno ama nessuno.
Nessuno ama nessuno."

"Bevvi un sorso di birra. Era calda. Agli europei piace così, lo so, ma loro vanno matti anche per il sanguinaccio e per Steven Seagal.
Quando Shakes ci passò di nuovo davanti, ne ordinai un'altra.
<<Certo, poi però mi dai le chiavi della macchina.>>
Mise una Beck's ghiacciata davanti a me, lanciò un'occhiata ad Angie e si allontanò.
<<Ultimamente mi prendono un po' troppo per il culo.>>
<<Probabilmente perchè esci con avvocati convinti che un bel guardaroba possa sopperire alla mancanza di cervello.>>
Mi voltai sullo sgabello. <<Oh, la conosci?>>
<<No, però dicono che metà degli uomini del dodicesimo braccio la conosce benissimo.>>
<<Ffff>> feci io. <<Miao.>>
Mi fece un sorriso di compatimento mentre accendeva un'altra sigaretta. <<Bisogna avere le unghie per fare la lotta. Da quello che ho sentito, tutto ciò che ha è una ventiquattr'ore molto carina, capelli fantastici e un bel paio di tette di cui sta ancora pagando le rate mensili.>> Il sorriso si allargò e mi fece una smorfia. <<Okay, ciccino?>>
<<Come sta Qualcuno?>> chiesi.
Il sorriso scomparve e Angie si mise a cercare qualcosa nella borsetta. <<Torniamo a David Wetterau e a Karen...>>
<<Ho sentito che si chiama Trey>> continuai. <<Stai uscendo con uno che si chiama Trey, Angie.>>
<<Come fai a...>>
<<Siamo due investigatori privati, ricordi? Come tu hai saputo che uscivo con Vanessa...>>
<<Vanessa>> disse, storcendo la bocca in una smorfia di disgusto.
<<Trey>> ribattei.
<<Taci.>> Frugò nella borsetta.
Bevvi un po' di Beck's. <<Metti in dubbio la mia reputazione e vai a letto con uno che si chiama Trey.>>
<<Non andiamo più a letto insieme.>>
<<Be', neanch'io con lei.>>
<<Congratulazioni.>>
<<Altrettanto.>>
Per un minuto tra noi cadde un silenzio mortale e Angie tirò fuori dalla borsetta diveri fogli di carta termica per fax e li lisciò sul bancone. Bevvi un altro po' di Beck's, giocherellai con il sottobicchiere di cartone e sentii un sogghigno farsi strada sul mio volto. Guardai Angie. Anche a lei stavano tremando gli angoli della bocca.
<<Non mi guardare>> disse.
<<Perchè no?>>
<<Ti sto dicendo di non...>> Sconfitta, chiuse gli occhi e lasciò che un sorriso le spuntasse sulle labbra.
Il mio arrivò mezzo secondo dopo.
<<Non so perchè sto sorridendo>> disse Angie.
<<Neanch'io>>
<<Coglione>>
<<Stronza>>
Rise e si girò dalla mia parte, il bicchiere in mano. <<Ti manco?>>
"Non immagini nemmeno quanto."
<<Neanche un po'>> dissi."

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pensieri tra le nuvole


Un'ultima canzone prima della partenza

postato da TheCloud
alle ore 11:09
giovedì, 13 aprile 2006

certe sere lo sai
a casa non tornerei
una preghiera non c'è per non sentire il vuoto in me
ci si arrampica ai SOGNI, ma si cade giù…
e con i lividi addosso poi non si vola più

e poi mi dicono ancora
non eri quella per me
ma che ne sanno di noi di come vivo senza te
il tuo profumo sul letto non vuole andare via
e certe sere HO PAURA di che sarà di me

chi mi darà la sua mano?

a chi darò la mia mano?
io non so più se una risposta c'è…
se nascerà ancora il mondo

se salirò dal mio fondo
io te lo giuro sai

HO PAURA
di che sarà di me

e un altra notte e già qui
sulla mia cena a metà
sulle parole che tu avrai scordato ovunque sei
e questo freddo che ho dentro è già una malattia
in questo mondo sbagliato tu non sei più mia

chi mi darà la sua mano?

a chi darò la mia mano?
io non so più se una risposta c'è…
se nascerà ancora il mondo

se salirò dal mio fondo
io te lo giuro sai

HO PAURA
di che sarà di me
 
non potrò scordarti mai mentre il mondo scorda me
ora che tu non ci sei
dimmi che sarà di me


.. rinascerà ancora il mondo, risalirò dal mio fondo
ma te lo giuro sai, HO PAURA di che sarà di me

io te lo giuro

Massimo Di Cataldo - Che Sarà Di Me

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pensieri tra le nuvole


Ultimo cambiamento prima della partenza

postato da TheCloud
alle ore 12:50
mercoledì, 12 aprile 2006

Eccomi qui, a casa, di fronte al pc, un'ultima volta prima delle vacanze di Pasqua...
Già le vacanze di Pasqua...era da anni che ormai non passavo una Pasqua dai nonni, come quando ero piccolo e stavolta con un piccolo grande cambiamento: macchina nuova! Già, addio vecchia (ma pur sempre grande) Rover con i tuoi 15 anni suonati, nuova macchina per la famiglia, nuovo viaggetto di una settimana dai nonni...
Mi servirà a pensare, studiare, forse anche distrarmi con un po' di shopping...Per poi tornare alla vita di tutti i giorni, la scuola e i Lifestream: già, ormai la mia vita ruota intorno a loro e poco altro. Domenica il concerto poteva andare molto meglio, ma di certo non dobbiamo lamentarci, in fonto la serata non era nostra (non lo era nemmeno tutto l'impianto audio!) e, come ci siamo spesso ripetuti, per ben 14 ore di registrazione in sala già pagate si fa questo e molto altro! Già, le registrazioni, ci sarà da pensare anche a quello quando tornerò...Per ora mi concentro sul nuovo sito che sta nascendo piano piano, occupando una discreta parte del mio tempo, ma almeno mi aiuta a combattere la frustrazione di domenica scorsa, quando mi sembrava che la colpa della serata "non proprio perfetta" fosse in gran parte anche mia (non so perchè mi sentissi così, ma me lo sentivo addosso...una sensazione che non riuscivo a togliermi), e a non pensare troppo (e mamma ti prego smettila di chiedermi se io e Sara siamo tornati insieme tutte le volte che ho un concerto...!)
Basta.
La devo piantare.
Ho altro da fare.
Bisogna andare a prendere la macchina nuova.
Poi fare le valigie.
Poi andare al coro.
Ho fin troppe cose da fare, quindi non bighellonare, non pensare.



Già...dimenticavo: Buona Pasqua a tutti coloro che visiteranno questo blog ^_^!

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Oggi proprio non riesco a pensare ad altro

postato da TheCloud
alle ore 21:03
martedì, 11 aprile 2006

Ho solo te nella mente
e il cuore
fa male...

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cieli grigi


La signora che sorrideva sempre

postato da TheCloud
alle ore 10:05
domenica, 09 aprile 2006

Sveglio ho iniziato a rigirarmi nel letto, la stanza buia, come se non fosse ancora giorno, troppo buio...probabilmente il sole non è ancora sorto, probabilmente ho dormito poco. Penso, a ieri sera, a questa strana settimana, al mio affarnnarmi a trovare qualcosa da fare sempre schivando ciò che devo fare realmente...al mio pensare a loro, al mio sabato sera fra amici, al mio sentirmi un po' solo, alla giornata "All you wanted", a io che mi vedo la vita come un film senza avere nessun controllo su di essa.
Mi giro di nuovo...è buio...è troppo buio questa mattina...
Oggi la rivedrò... Scanso il pensiero, non ho voglia di pensarci, sarà quel che sarà...
In momenti come questo sento il bisogno di essere coccolato...

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Ultimamente quando mi sento così non faccio altro che mettere un po' di musica e illudermi che "music is the best lover" o cercare forza in suoni diversi dalle solite melodie... E' troppo presto per mettere della musica: non mi sono nemmeno alzato! Dalla cucina mia mamma canticchia una canzone...evidentemente non è così presto come credevo, anche se la stanza è ancora troppo buia. Mi faccio forza, mi alzo...
Dalla cucina guardo fuori dalla finestra, da qui posso dominare tutto il paese...
Stamattina il cielo è così grigio che sembra voglia piangere...un po' di sole forse avrebbe scansato tutti questi pensieri...o forse no, quando le giornate iniziano così devo soltanto concentrarmi su qualcos'altro. Mio papà esce, io rimango a fare colazione, mentre mia mamma cucina distrattamente il pranzo di oggi, lamentandosi del grasso dell'arrosto.
Poco dopo il citofono suona.
Mia mamma risponde, poi mi raggiunge in cucina:
"E' morta la signora che abita qui a fianco..."

Questo palazzo è strano, questo palazzo è cattivo in un certo senso; da che riesco a ricordare, in questo posto ci sono sempre stati litigi, dispetti, malignità fra la gente che vi abita: cose sciocche, scherzi da bambini...ma quando sono gli adulti a comportarsi da bambini non te lo aspetti. Così scopri l'intolleranza delle persone e tu (e io) imparo ad assecondare ciò che vuole la gente: perchè è stupido litigare e farsi il sangue amaro per delle piccole cose...perchè la mia zia Antonia mi ha sempre insegnato che "se gli altri non hanno testa, metticela tu!". (che sia così? che sia così che ho iniziato a perdonare quello che fa male? a essere "troppo buono?")
In questo clima strano, dove tutti sono sempre pronti a sparlare alle tue spalle, ricordo una persona che sorrideva sempre: la signora che abita qui a fianco (non ricordo nemmeno come si chiama, non ha mai avuto importanza) era sempre felice quando mi vedeva... Sembrava una nonna affettuosa...sempre sorridente, indaffarata e in gamba, in giro in macchina con la sua uno verde scuro...
Ricordo come mi guardava: i suoi occhi sembrava che si meravigliassero ogni volta che ci incrociavamo, come se non si aspettasse che diventassi più grande, come se non mi riconoscesse più ogni volta che mi incontrava e fosse felice di incontrare una persona nuova. Non la vedevo spesso, questa è un'altra cosa curiosa del palazzo: le famiglie che ci abitano possono evitare il contatto per mesi se lo vogliono, nessuno si accorge della differenza, nessuno si aspetta qualcosa di diverso. Tranne la signora della porta accanto, pronta a sfoderare il suo miglior sorriso e dirti quasi commossa "mi sembra ieri che eri piccolo così!"...sinceramente. Perchè quella non era una frase di circostanza...e lo capivi da come lo diceva...

Il cielo è così grigio questa mattina...
"E' morta la signora che abita qui a fianco..."
E' morta...
...la signora che sorrideva sempre...

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cieli grigi


Un pomeriggio vera-veramente bbelloo!!!

postato da TheCloud
alle ore 12:22
lunedì, 03 aprile 2006

Domenica 2 aprile: sveglia presto la mattina (sì sì è per questo che non sono uscito sabato sera, ma non ne avevo molta voglia e avevo una gran voglia di dormire!) e dopo una bella incazzatura (su cui è meglio sorvolare...) eccomi a Postino con i miei soci.
Preparare il palco non è poi così difficile: i Superskunk ci danno una mano e a parte i numerosi problemi con le tastiere alla fine si risolve tutto per il meglio; i Superskunk sono davvero simpatici e durante le prove dei volumi fanno proprio una bella figura (hanno provato "Another brick in the wall" e "Narcotic"...sono bravi!!!).
Beh, dopo che il "tecnico del suono" ci dà buca decidiamo di arrangiarci e tutto fila liscio (finalmente!), alle 2 di corsa a casa per il pranzo (che faaaaaaameeeeeee!!!!) e poi di corsa di nuovo a Postino: compila il foglio della siae, cerca l'amplificatore di Aio (che per un attimo ho temuto fosse stato rubato! Mi è preso un colpo al cuore!!!), poi gioca un po' con le luci...in men che non si dica è ora di iniziare lo spettacolo. 5 gruppi più o meno esperti...penso di essere stato alquanto presuntuoso ieri, ma sin dal primo momento ho pensato che la gara fosse tra noi, i Lifestream, e i Superskunk: loro mi sono piaciuti moltissimo e alla fine il loro risulato mi ha un po' deluso...
Beh c'è stato tanto punk, un gruppo ha fatto nu metal (ma, tranne per il bassista che era un fenomeno, erano veramente depressi...non c'era entusiasmo su quel palco!) e un pizzico di rock (con noi!). Certo il tempo per suonare era veramente ridottissimo, soltanto 20 minuti, ma ci siamo fatti sentire! (Yeah!)
Quando è arrivata la classifica è stata un'altra conferma del fatto che stiamo lavorando bene e questo è un gran periodo per noi: abbiamo vintooooooooooooo!!! La cosa che mi ha veramente sorpreso è stata la terza posizione dei Superskunk, sorpassati dagli Skulls, i tipi un po' depressi del nu metal, insomma non era giusto, ci sono rimasto un po' male...
Dopo ci siamo gongolati un po' del nostro risultato: il tipo che ci ha intervistato aveva una domanda per qualcunque cosa e noi continuavamo a ridere come degli scemi!
Poi il pensiero è andato al premio: un'altra esibizione lì a Postino, fissata per le 19.00 di domenica prossima (è un orario sfigatissimo, ma meglio di niente), come spalla di un gruppo cover di Ligabue e...
...REGISTRAZIONE DI UN DEMO GRATIS!!!
Ahahah! Questo calza proprio a pennello, così potremo registrare le nostre canzoni come si deve e non dovremmo nemmeno pagare nulla!!!
Questa è la cosa grandiosa: ora che abbiamo finalmente un paio di canzoni nostre (ma proprio nostre) registrarle sarà bellissimo! Ah sì lo so, sto sognando come un bambino, ma non mi importa: lasciatemi sognare finchè si può!

Uff...tiriamo un respiro ora...so che ci sono cose che mi hanno fatto riflettere ieri...o meglio ci sono cose su cui non avevo la minima voglia di riflettere: per questo sono stato stronzo e nella foga di scacciare pensieri che non volevo arrivassero parlavo a vanvera...e per questo sono stato anche presuntuoso verso persone che non se lo meritavano...
Non riesco ancora ad essere come vorrei...Sono più tranquillo, ma non è ancora come vorrei...
Mi dispiace...

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