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nuvole di tempesta
E' davvero passata un'eternità dall'ultima volta che ho scritto su questo blog... Di cose da raccontare ce ne sono, forse sono addirittura troppe. Racconterò di ieri sera per cominciare, qualcosa che è ancora caldo nella mia mente. "L'albero dei melograni", questo è il titolo del testo tetrale scritto da Letizia. Lo lessi la prima volta l'estate scorsa, quasi un anno fa... il suo desiderio era ovviamente quello di vederlo realizzato in un teatro... e finalmente ieri sera è successo. Che parte potevo avere io in tutto ciò? Beh, sicuramente non avrei mai potuto recita su un testo così difficile: sono un (bravino) giocatore di ruolo, ma non sono un attore, non ho tutta quella esperienza! Però una cosa ho potuto farla: scegliere le musiche e stare al mixer. Gran parte della compagnia, "Le Ombre della Ribalta", la conoscevo già: erano i ragazzi di Aurea, Janos, Bart, Sabrina e la Leti stessa. Con gi altri purtroppo... non ho fatto in tempo a legare così tanto. Ho dato del tempo a questo progetto, ma se solo ora sono riuscito a scrivere questo blog (e avrei voluto scriverci già a Pasqua!) significa che avevo (molte) altre cose da fare. Mi spiace davvero non essere stato più partecipe alla preparazione de "L'albero dei melograni": avrei voluto conoscere prima Nico, Tito, Donato, Neva e "il bel André" (e sottolineo BEL !!!). Ognuno di loro era davvero speciale:
Nico, non solo per aver scritto insieme a Letizia il testo, ma per la sua voce fantastica, davvero un inquietante commissario di polizia!
Neva per essere una magnifica stronza nella parte di Victoire.
Tito perché probabilmente tra tutti è quello che mi odierà di più, visto e considerato che ho sbagliato a scrivere il suo nome sui programmi di sala e l'unica cosa che mi aveva chiesto di fare (accendere le luci sul palco prima dell'inizio dello spettacolo) me la sono completamente dimenticata!!! Stephan Courtbras non me lo avrebbe perdonato!
Janos, che anche qui riesce a farsi notare per la sua adeguata esuberanza.
Bartek, contenuto, ma malefico, più che mai!
Sabrina, dolcissima, con la voce rotta (purtroppo) di ieri sera ha eclissato la sua parte isterica, ma sembrava sempre più sull'orlo del pianto... perfetta!
Andrea per averfatto vivere e morire il BEL'ANDRÉ (mamma mia!!! L'ha notato persino mia mamma quanto fosse bello il "Bell'André", non so se mi spiego!)
Donato, che più di tutti è la persona che mi ha colpito e mi ha fatto amare il personaggio di François molto (MOLTO) più di quanto potessi immaginare: STUPENDO!
Leti, che tra tutti i problemi, i deliri, gli scazzi... è riuscita a fare di questo spettacolo qualcosa di davvero magico. La storia ha incantato il pubblico, l'ha impaurito, divertito, coinvolto più di quanto mi aspettassi. E lei è stata in grado di creare tutta questa magia... sono davvero orgoglioso di averne preso parte... anche se in minima parte!
Ma "L'albero dei melograni" è solo l'ultima tappa del mio percorso... Cosa è successo prima? Tutto! O forse semplicemene niente?
Dopo le vacanze di Pasqua sono molto cambiato. Ho iniziato a prendere il mio lavoro nel modo corretto, ho iniziato a sentirmi più tranquillo. All'inizio di Maggio sapevo che in poco più di un mese tutto sarebbe finito e ho iniziato a sentirmi davvero più tranquillo: qualsiasi cosa avrei fatto per i miei ragazzi sapevo che le avevo provate tutte. Non si può rimediare ad un anno scolastico fatto male nell'ultimo mese di tempo, giusto?! Questo valeva sia per me sia per loro. Chi ha cercato di venirmi incontro è stato aiutato, nel limite delle mie capacità e delle mie possibilità, per tutti gli altri... beh, avrebbero dovuto fare i conti con la loro coscienza. Ho stretto un bellissimo rapporto con i ragazzi di quarta. Nonostante non studiassero loro hanno capito cosa volevo da loro e io ho imparato a capire cosa funzionava bene e cosa male all'interno della loro classe. Non posso dire di conoscerli. Posso dire di averli apprezzati. Ci sono stati comunque dei momenti difficili... e ho avuto paura.
Quello che sto per raccontare credo sia stato il momento più difficile di quest'anno scolastico: erano gli utimi giorni di scuola, le ultime ore; il venerdì all'ultima ora fare matematica in quarta era praticamente impossibile. I ragazzi volevano sempre uscire, fare altro, rilassarsi un po'... per me è stato davvero arduo usare queste ore durante tutto l'anno scolastico. Così durante l'ultimo venerdì ho pensato di usare quell'ora proprio per dire loro le medie e tirare le somme di quest'anno scolastico. Non mi aspettavo una reazione del genere: due ragazzi hanno iniziato a litigare in modo molto violento (la cosa che rimarrà sempre impressa nella mia mente è come mi avevano completamente escluso dalla loro conversazione... io non ero niente per loro). Stavano per venire alle mani. Uno dei due ha tirato calci e pugni al muro (facendo un buco...).
Non mi sono spaventato subito: ho ringraziato il cielo che i loro compagni fossero pronti a fermarli e dividerli (cosa che io non sarei riuscito a fare con le mie sole e molto limitate forze) solo quando sono rimasto a parlare con uno di loro ho avuto il tempo di spaventarmi. Se qualcosa fosse andata storta lì, in quel momento, la mia "carriera" di insegnante sarebbe finita lì. Ma sopratutto qualcuno avrebbe potuto farsi del male: questo non me lo sarei mai perdonato.
Alla fine tremavo.
Non che questo sia stato l'unico momento difficile dell'anno: la 1^D me ne ha fatti passare molti, ma non potevo permettere a loro di considerarsi dei decerebrati. In quella classe il livello non doveva essere abbassato, avrebbero potuto fare qualsiasi cosa con un po' di collaborazione in più. A volte mi sono sentito proprio in colpa. Soprattutto nei confronti di B. Ma certi atteggiamenti non potevano essere perdonati. Mi spiace solo che lui creda che io voglia fare qualsiasi cosa per sbatterlo fuori dalla scuola... in realtà mi sta anche molto simpatico... ma ormai è un problema passato. L'anno scolastico è finito. E andando a ritroso ecco che arrivo fino al periodo di Pasqua, proprio quando volevo scrivere su questo blog.
Quest'anno Pasqua è servita per staccare la spina completamente: immegere i miei pensieri in viaggi onirici al ritmo di libri fantasy, musica e un po' di lavoro.
Il corso di perfezionamento. Ci ho lavorato seriamente per tutti questi mesi, ma ho lasciato indietro un'attività... e ora prima della fine di giugno dovrò assolutamente rimediare, o rischierò di non portare a casa il certificato che mi serve per ottenere un punto (solo UN punto, rendiamoci conto della beffa!) in una fatidica graduatoria docenti. Sì, il sistema fa schifo... meno male che adoro quello che faccio e so che questa è la strada che voglio intraprendere. Non saranno i soldi a darmi delle soddisfazioni, saranno i ragazzi a darmele (come i miei ragazzi di quarta o i ragazzi della 3^TB...!) e io andrò avanti.
Durante il periodo di Pasqua ho iniziato a scrivere una serie di racconti che andrà di pari passo con le mie avventure di Changeling (master Gnoma! Grande!). Peccato possa dedicarci poco tempo, ma spero che ne esca qualcosa di buono. Penso che trascriverò qui quei racconti a poco a poco... in fondo c'è una categoria "orizzonti sconosciuti" che non è mai stata riempita. Anche se non sono uno scrittore, ricominciare a scrivere mi farà bene. Almeno per togliere dalla testa i brutti pensieri...
Cosa mi dà dei brutti pensieri? Ultimamente i Lifestream. Adoro cantare con loro, ma quest'anno ci siamo mossi a mo' di tartaruga. Lenti. Chiusi in noi stessi, in ciò che abbiamo già fatto e provato. Mi manca il brivido della novità, della sfida. Manca un po' di brivido. Beh, a ben vedere sto trovando difetti in una stagione che non è andata affatto male, anzi, non è ancora finita! Però ci sono cose che fanno sentire il loro peso e prima o poi dovremo sistemarle... speriamo più prima che poi.
Ho ancora tante cose per la testa, tanti progetti... chissà se riuscirò a ralizzare tutto quanto? Ce la farò? Ce la posso fare. Letizia c'è riuscita. I miei progetti sono cose molto più limitate, a breve termine, quindi perché no?! Devo prendere forza da queste cose, da questi ultimi eventi e andare avanti così, con tutto l'entusiasmo di cui sono capace. Anche se sarà difficile, saprò andare avanti. SICURAMENTE.
Ci sarebbero anche altre cose da raccontare, la casa nuova e i problemi dalla nonna... ma ora non è più il tempo di farlo. Arriverà... questo posto sa accogliermi anche dopo molto tempo. Mi fa venire in mente una canzone...
"Oh I have no doubt here I become wise
Here I can be poor and feel so rich inside
Here I come back to me here I come back to see
What he's doing now what he's doing now
Oh at first I've lost my direction
And I was just glad to be alive
But then I had to meet myself and my depression
And I sould have swallowed all my pride
And I know it now
Yes I know it now
And I want to know him now
Cause I want to love him now
Still I have no doubt here I live for now
Here I can be poor and feel so rich inside
Here I come back to me here I come back to see
What he's doing now what he's doing now"
Elisa - The Marriage
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pensieri tra le nuvole